| Andar per ciliegi |
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(Mongiorgio - Gavignano) - 21 maggio 2006Durata: cinque ore Difficoltà: facile ma impegnativo Ritrovo al mattino nel parcheggio davanti al distributore di benzina, in località Badia, dove vengono lasciate le macchine. Piccolo incoraggiamento, un caffè al bar, ora siamo pronti, possiamo partire, lo zaino è pieno di cibo e bevande, attraversiamo la strada, imbocchiamo la via per Cà Mazzoli avanti cinquecento metri giriamo a sinistra verso Cà Marchi, prendiamo il sentierto che sale alla nostra destra e giugniamo in breve tempo alla collina .Dalla sommità il panorama è bellissimo si vede tutta la vallata, da Monte San Pietro a Zappolino. Proseguiamo verso sinistra fiancheggiando i "fondoni", raggiungiamo così un incrocio e quì giriamo a destra seguendo la strada ghiaiata che porta a Cà Beltrami, prima di arrivare davanti alla casa giriamo a sinistra imboccando una strada sterrata, percorsi cinquecento metri un sentiero ci porta direttamente nel bosco.Bisogna fare molta attenzione non è facile da individuare comunque è segnato; il sentiero porta in fondo alla vallata, esce in località La Stella (....l'edificio appartiene a quelli quattrocenteschi di tradizione "colta",. i cui caratteri architettonici particolari venivano dalla tipologia urbana. Finestre ora tamponate, a sesto acuto con ghiera in cotto rimandano alle coeve tradizioni edificatorie bolognesi. Restauri recenti e meno recenti hanno in parte affievolito il carattere di questo fabbricato, senza però togliere la forza espressiva...... - tratto da: Le valli del samoggia e del lavino - Edikroma). Giunti sulla strada asfaltata seguiamo le indicazioni per Savigno fiancheggiando il torrente Samoggia e rimanendo sempre sulla sinistra del fiume arriviamo alla Cà Bianca, quì giriamo a sinistra seguendo il sentiero C.A.I. che porta in breve tempo in cima al monte Specchio. Il percorso è abbastanza ripido ma si affronta molto bene, la vista è splendida, se uno è fortunato e silenzioso può incontrare anche qualche animale (lepre, volpe) e uccelli rapaci (Poiana, Gheppio); proseguendo il percorso si arriva alle Costarelle, un podere che per molti anni è stato abbandonato ma ora ha trovato nuovi estimatori. Passiamo davanti alla casa padronale fiancheggiando il bosco, quì un sentiero ci porta nei pressi di Cà del Pollaiolo, sulla destra guardando verso il basso possiamo notare dei calanchi. Giunti davanti alla casa giriamo a sinistra imboccando una strada ghiaiata che porta a Cà Vincenzo. Una cavedagna ci permette di raggiungere Gavignano percorrendo alcune salite e discese tra campi e bosco, da quì si scende verso valle fino al Pilastrino e poi fiancheggiando il torrente Lavino si ritorna alla Badia. Il percorso sembra molto corto ma servono sempre quelle cique o sei ore, non è difficoltoso ma abbastanza impegnativo, si attraversano ambienti molto vari (bosco, fiume, calanchi) e paesaggi splendidi, volendo si può allungare arrivando a Montepastore oppure Merlano portandosi in località Bortolani e Tolè o anche arrivare a Savigno, le vie possono essere tante comunque secondo il mio punto di vista un percorso va fatto in armonia parlando e ammirando il panorama non una corsa contro il tempo, quindi per concludere il percorso è abbastanza lungo e non mancano le difficoltà. Gabriele Serra
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